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	<title>grafica editoriale &#124; web design &#124; comunicazione - La Grille &#187; stima</title>
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		<title>Errori del designer principiante</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:32:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sappiamo quante persone si improvvisano designer dopo aver scaricato una copia pirata di Photoshop. I loro lavori sono immediatamente riconoscibili: immagini a bassa risoluzione nei lavori a stampa, uso più che abbondante dei filtri e degli effetti di casa Adobe, l&#8217;utilizzo di pessime font scaricate gratuitamente e usate in numero multiplo di dieci per ogni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo quante persone si improvvisano <em>designer</em> dopo aver scaricato una copia pirata di Photoshop. I loro lavori sono immediatamente riconoscibili: immagini a bassa risoluzione nei lavori a stampa, uso più che abbondante dei filtri e degli effetti di casa Adobe, l&#8217;utilizzo di pessime font scaricate gratuitamente e usate in numero multiplo di dieci per ogni progetto, assenza di qualsivoglia forma di rispetto per chi guarda.<br />
Poi ci sono gli artisti: quelli che attraverso il <em>graphic design</em> immaginano di esprimersi, di creare un&#8217;opera d&#8217;arte, come contemporanei Giotto.</p>
<p>Chiariamo una cosa: il senso del disegno grafico è rendere ogni tipo d&#8217;informazione immediatamente fruibile e facilmente assimilabile dal destinatario della stessa. E il <em>designer</em> altro non è che il tramite tra il mittente, ovvero colui che produce il messaggio e ha necessità di diffonderlo, e il pubblico. Il resto sono sciocchezze, poco più che fantasie. Non a caso, uno dei nomi con cui viene conosciuto nel mondo anglosassone il mestiere è <em>commercial art</em>: noi contribuiamo in maniera sostanziale a far vendere un prodotto, quale che sia.</p>
<p>Torniamo a noi: come si identifica un dilettante? Le caratteristiche esposte sopra sono sufficienti. Ma tantissimi altri errori si nascondono dietro l&#8217;angolo. Ad un giovane amico che mi chiedeva lumi sul corso da <em>designer</em> cui si voleva iscrivere ho detto: «Studia. Non fossilizzarti sui programmi. Anche una scimmia ben addestrata può disegnare in vettoriale». E la stessa cosa ho detto agli studenti del corso di Quark XPress che ho tenuto per la <a title="Edilazio" href="http://www.edilazio.com">Casa editrice Edilazio</a>. Bisogna essere curiosi, affamati con gli occhi. Catturare ogni manifesto, ogni cartellone, ogni pubblicazione e vivisezionare, chiedendosi come è stato fatto e perché proprio così. Studiare i lavori dei grandi <em>designer</em> come di Toulouse Lautrec, sfogliare riviste e giornali provenienti da altre aree del pianeta perché ogni cultura si esprime diversamente, acquistare libri, manuali, raccolte di brochure, loghi e quant&#8217;altro.<br />
Poi, quando il Cielo vi avrà donato un cliente e un progetto da seguire, intervistatelo. Non iniziate a lavorare. Dimenticatevi di accendere il Mac in questa fase. Intervistate il cliente: andate a fondo, avete bisogno di sapere quale è il suo mestiere, che settore occupa la sua azienda e cosa la contraddistingue dalla concorrenza. Sottoponetegli il vostro <em>brief</em>, dopo averlo redatto. E continuate a discutere le eventuali zone d&#8217;ombra.<br />
In seguito, lasciate il computer spento. Disegnate su carta. Non perdete tempo facendo e rifacendo, provando palette di colori, caratteri da stampa, immagini. Fate uno schizzo. Provate a vedere se funziona o meno. Sì, so che avete tutto quanto in testa. Proprio per questo, non perdete il tempo tentando di buttarlo giù su schermo. Disegnate. È più facile e contribuirà a farvi essere più efficaci.<br />
Mi raccomando: rispettate ogni vostro cliente, rispettando i tempi stabiliti nel contratto. Perché avete firmato un contratto, vero? Un rapido elenco delle cose che farete, con quali tempi e quale compenso. No? Male. Malissimo. La Rete è piena di numerosi esempi. E sia voi che il cliente avete diritto a sentirvi garantiti.<br />
«Ma no, è un lavoretto, un sito piccolo piccolo per un conoscente». Sciocchezze. Se siete dei professionisti, dovete al cliente – chiunque sia – una serie di garanzie. E lui deve a voi altrettanto.</p>
<p>In ultimo, un consiglio: non pensate di dover correre al ribasso con le vostre stime, con i vostri preventivi. Ci sarà sempre qualcuno che lavorerà per meno, e sovente molto peggio. Voi siete bravi. Quando dovete creare un logo, lo preparate in vettoriale, stando attenti che sia riproducibile in piccole dimensioni e ad un solo colore. Quando avete un <em>flyer</em> da progettare, lavorate in cmyk, ad alta risoluzione. Quindi, fate i conti di quanto vorreste guadagnare in un anno, quanto vi costa lavorare fra equipaggiamento e utenze e quanto vorreste depositare per una pensione integrativa. E non dimenticate l&#8217;Irpef e i contributi Inps. Poi, dividete per le settimane che lavorerete in un anno. Sono cinquantadue, ma almeno un paio andrete in ferie. Almeno, altrimenti bruciate la creatività. Poi dividete per i giorni e le ore. Quel numero lì, quello relativo alla cifra divisa per le ore lavorate, lo moltiplicherete per le ore necessarie a portare a termine il progetto per il quale vi viene chiesta una stima. Quello sarà il preventivo.<br />
Sistema rozzo? Potete raffinarlo. Lo farete certamente con l&#8217;esperienza. Ma partite così, e non svendetevi per quattro soldi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Sergio ‘Chef’ Carravetta</em></p>
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